Vogliono i fondi europei ma non i migranti: pazzesco

È incredibile sentire i rappresentanti dei Paesi dell’est Europa allertare i Paesi fondantori dell’Unione Europea della pericolosità del pretendere che anche loro si facciano carico dei migranti che giungono sulle nostre coste. A detta loro “concederci” di prendersi anche loro una quota implicherebbe l’aumento di intolleranza verso i migranti nei loro Paesi. “Basta il contributo economico come segno di solidarietà” si permettono di dire.
E allora che l’abbiamo creata a fare l’Unione Europea se tutti vogliono condividere i diritti ma nessuno i doveri?
Facile voler usufruire della libera circolazione delle merci, della mobilità interna con Schengen, del progetto Erasmus, della telefonia equiparata, degli accordi multilaterali e di tanto altro, se poi quando arriva il momento di aiutare l’Italia a farsi carico dei migranti si può rispondere picche.
E no, così non può funzionare. Così torniamo alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio.
Per me la questione è semplice e precisa: se vuoi stare nell’Unione Europea devi prenderti la tua quota di problemi esattamente come ti prendi la tua quota di fondi europei. Le quote di ripartizione così come l’investimento economico devono essere obbligatorie per tutti i 27 membri dell’Unione.
That’s all. Rien ne va plus.
Oggi l’ho ribadito forte e chiaro a un mio collega polacco del Consiglio d’Europa, spero di aver portato la vostra voce difendendo l’Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *