Tanti auguri dalla Commissione Esteri (2013-2018)

Entrammo guardandoci intorno, straniti da un palazzo che era un simbolo nel bene e nel male. Un palazzo che rappresentava il fallimento di intere generazioni di politici ma anche il ricordo di quelle migliori.

Ci sentivamo inferiori a quei grandi nomi che per anni avevamo ascoltato ai telegiornali, menti eccelse che avevano provato ad affrontare i problemi del nostro tempo senza riuscirci perché (dicevano) “la politica è una cosa complessa”.

Sentivamo un peso immenso sulle spalle nel rappresentare al meglio oltre nove milioni di italiani che ci avevano scelti per cambiare le cose. Per la prima volta semplici cittadini entravano nelle istituzioni più agguerriti che mai. “Abbiamo un’occasione unica, mettiamocela tutta” ci ripetevamo.

Così, semplicemente, abbiamo iniziato a fare quello che avevamo sempre fatto fuori dal palazzo: studiare, lavorare, comprendere i meccanismi e crescere giorno dopo giorno.

È stata dura, durissima, ma nonostante sia un processo ancora in corso, dopo pochi mesi la nostra stessa percezione della frase “la politica è una cosa complessa” era mutata drasticamente. La politica è una cosa complessa perché vittima del compromesso.

Studio, abnegazione al lavoro, schiena dritta, condivisione e testa alta. Sempre. Queste divennero le nostre parole d’ordine che da quel momento in poi non ci avrebbero più lasciato. Ben presto capimmo che quelle “menti eccelse” le avevamo idealizzate.

Capimmo perfettamente quanto giusta fosse l’idea della politica come servizio civico, reso da persone comuni per un breve periodo di tempo, che accettino e vivano quelle stesse parole d’ordine. Difficile ma, proprio per questo, straordinariamente stimolante.

In quel palazzo tra mille difficoltà e sotto costante attacco, una “piccola squadra” di 7 persone, dentro una più grande di 163, stava divenendo una famiglia. Manlio, Alessandro, Maria Edera, Emanuele, Marta, Carlo e Daniele. Colleghi, ma prima di tutto amici.

Fin da subito la Commissione Esteri ha dimostrato unità di intenti e collaborazione che ben presto si sono trasformate in condivisione e amicizia, il tutto condito da quella quotidiana allegria che ci ha sempre contraddistinto.

Deputati e collaboratori hanno fatto di questa commissione una grande squadra. Ognuno di noi è stato un ingranaggio di questa rivoluzione gentile.

Siamo cambiati in questi anni: abbiamo perso delle persone a noi care, abbiamo dato il benvenuto alle nuove, sono nate famiglie. Siamo diventati grandi.

Abbiamo vissuto questa avventura con un grandissimo entusiasmo, abbiamo imparato, abbiamo dato ma soprattutto abbiamo ricevuto tanto. Ognuno al servizio dell’altro senza nessuna esitazione.

E proprio questo sostegno, figlio di una visione in cui nessuno rimane indietro, ad averci caratterizzato e mosso nelle nostre battaglie.

Ci siamo trovati sempre insieme nei momenti più difficili ma anche più belli di questa legislatura. Tutti uguali, tutti coordinati come quella volta che i collaboratori occuparono Palazzo Marini esponendo uno striscione, poco prima che i deputati occupassero il tetto della Camera. Che gioia quel giorno! Con quel gesto salvammo la Costituzione!

Non ci siamo mai risparmiati: abbiamo cercato di inventare nuove forme di comunicazione, abbiamo parlato di trattativa stato-mafia alla camera dei deputati, abbiamo riempito piazze e coinvolto numerosi artisti.

Abbiamo lavorato con il cuore e con la responsabilità del ruolo che eravamo chiamati a svolgere. Siamo orgogliosi di aver rappresentato l’Italia che si indigna, l’Italia che non si arrende, l’Italia che vuole superare se stessa e finalmente cambiare.

Sono volati questi 5 anni. Di successi ne abbiamo segnati parecchi e purtroppo anche qualche delusione.

Grazie a tutti i cittadini che ci hanno accompagnato in questo viaggio stupendo. Sempre al nostro fianco a farci forza e sostenerci. Non vi dimenticheremo mai, come non dimenticheremo mai i vostri migliaia di volti, molti dei quali sono oggi amici veri su cui poter contare.

Con questo video vogliamo dirvi Buon Natale e Felice Anno Nuovo ma soprattutto arrivederci in Parlamento. Presto saremo una nuova squadra e una nuova famiglia. Non importa chi saranno gli interpreti, ciò che conta è realizzare un sogno. Mettiamocela tutta.
Buone feste!

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