Sulla strage di Las Vegas

Sulla strage di Las Vegas il Presidente Donald Trump si è limitato a constatare il gesto di un “malato” mentre Hillary Clinton ha rilanciato la necessità di contrastare l’azione della National Rifle Association (la più grande lobby USA delle armi).
Io vorrei provare ad andare un po’ più a fondo e parlare di porto d’armi visto che in Italia, periodicamente, qualcuno si sveglia e rilancia la necessità di facilitare il possesso di armi anche nel nostro Paese per “difenderci” dai pericoli d’ogni giorno.
Partiamo da questi dati raccolti da Archivio Disarmo:

Gli USA sono il primo Paese al mondo per numero di armi da fuoco pro capite, con oltre 270 milioni di armi in mani civili (più di una per ogni adulto). Negli anni di Obama, produzione, importazione e vendita di armi hanno avuto un boom, anche se la percentuale di proprietari è in calo dagli anni Settanta. Ogni anno negli USA si verificano oltre 30.000 morti e 80.000 feriti con armi da fuoco. Il tasso di omicidi con armi da fuoco è 25 volte più alto che negli altri Paesi OCSE ad alto reddito e ha avuto un brusco aumento nel 2015-2016, mentre il tasso di suicidio con armi da fuoco è 8 volte più alto ed è in costante aumento dal 2006. Gli omicidi con armi da fuoco colpiscono sproporzionatamente gli stati del Sud e la popolazione afroamericana di giovane età, mentre i suicidi con arma da fuoco colpiscono sproporzionatamente gli stati dell’Ovest e la popolazione bianca di età avanzata.

A fronte di questi numeri, io credo fermamente che in un Paese avanzato la difesa del cittadino debba riferirsi esclusivamente allo Stato e alla sua capacità sul territorio nazionale. Piuttosto che rispolverare ogni volta la tiritera del “dobbiamo armarci per difenderci” dovremmo, tutti quanti, spingere affinché le dotazioni e la numerosità delle nostre forze dell’ordine siano all’altezza. Voi cosa ne pensate?

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