Sul referendum Turco

Di cosa vi stupite? Per anni l’Europa ha pompato l’immagine di Erdogan con accordi commerciali, militari e soprattutto con l’accordo sui migranti (10 miliardi) e ora lui ha riscosso dalla sua fama. C’è stato un referendum, il popolo turco ha deciso e, seppur con uno scarto piccolissimo, ha prevalso il sì, adesso rispettiamo il risultato.
Condividiamo i principi della riforma introdotta? Ovviamente no. Abbiamo fatto un’enorme battaglia in Italia per contrastare la riforma costituzionale renziana, figuratevi se possiamo condividere una tale riforma altrove. L’uomo solo al comando, come vuole Erdogan in Turchia e come avrebbe voluto Renzi in Italia, noi non lo digeriamo.
Noi crediamo in un percorso democratico inclusivo del popolo e stiamo lavorando da anni per renderlo possibile.
La cosa che mi fa ridere però è sentire i “democratici” parlare male di Erdogan soltanto adesso, quando era l’Europa a farci affari il PD avrebbe dovuto sbattere i pugni sul tavolo, invece ha idolatrato Erdogan, così come fatto con al-Sisi (che Renzi aveva definito un “grande statista”, fino alla morte di Regeni) subendo persino un accordo sui migranti che ha spostato l’asse dei flussi dai Balcani verso la Germania al Mediterraneo verso l’Italia.
Chi oggi si stupisce, quindi, non siamo certamente noi. Noi avevamo avvertito Europa e Italia da tempo ormai.
Noi siamo fieri di pensare prima di tutto agli interessi dei nostri concittadini, anche quando analizziamo la geopolitica, e non a quelli della Merkel o di Hollande.

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