Stop ai “parlamentari furbetti”

In questi giorni si parla tanto di quelle figure che rendono più facile il nostro lavoro. Si tratta dei collaboratori parlamentari. Professionisti essenziali che si occupano dell’aspetto legislativo, comunicativo, social, organizzativo oltre ad essere i responsabili delle nostre segreterie.

Voglio spiegarvi come funziona (per molti, come dovrebbe funzionare).

Ogni mese la Camera riconosce a noi parlamentari 3690€ quali “Spese per l’esercizio del mandato”. Sono, in pratica, quei soldi che ogni parlamentare dovrebbe utilizzare per pagare i suoi collaboratori. Di questa cifra, e già qui c’è la prima stortura, il 50% è da rendicontare alla Camera dei Deputati mentre l’altro 50% è forfettario.

Ora, io e molti dei miei colleghi destiniamo l’intera cifra ai nostri collaboratori (regolarmente assunti con contratto a termine, ovvero la fine della legislatura, e depositato all’Ufficio delle Competenze dei Parlamentari di Montecitorio). Con 3690€ paghiamo, quindi, stipendi, tasse, contributi, eventuali corsi di formazione, rimborsi spese e quant’altro garantendo tutti i diritti come malattia e ferie non godute.
Vi dirò di più, molti di noi sforano addirittura il budget perché pagano anche il consulente del lavoro e gli scatti di anzianità. Per quanto riguarda il M5S, il tutto è anche pubblicato ed è facilmente consultabile sul sito www.tirendiconto.it.

Mi chiedo, se tutti i parlamentari della Repubblica facessero così, si verificherebbero queste storiacce di abusi e sfruttamenti? Se ogni parlamentare pagasse effettivamente con quella cifra i propri collaboratori, stipulando con loro un regolare contratto di lavoro, l’altro ieri ci sarebbe stata quella sacrosanta manifestazione a Montecitorio dell’Associazione Italiana Collaboratori Parlamento?

Il marcio che ancora risiede qui dentro invece prende forma nel “parlamentare furbetto” che intasca l’intera somma, paga in nero (oppure non paga affatto) i propri collaboratori e dà loro delle mansioni diciamo poco pertinenti con l’attività legislativa (babysitter, dogsitter, sbriga faccende, ecc.).
I giochetti che fanno sono tra i più fantasiosi: assunzioni incrociate di parenti, stage infiniti, collaboratori fantasma (vedi servizio Iene), collaboratori/segretari di studi privati. Qualsiasi strategia è buona purché possano intascarsi qualche migliaio di euro in più oltre ai lauti stipendi che già intascano.

I collaboratori chiedono ciò che anche noi abbiamo chiesto più volte in Ufficio di Presidenza, che sia direttamente la Camera, come succede al Parlamento Europeo, a gestire quel budget, pagare i loro stipendi ed escludere i singoli deputati da questo passaggio di denaro.
Ma vi chiedo: secondo voi il “parlamentare furbetto” sarebbe d’accordo a privarsi di 3690€ al mese?

Il problema sta tutto qui ed è risolvibile con una semplice delibera “anti furbetto” da parte dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, da parte della Boldrini, insomma. Ma l’UdP è composto dai deputati stessi in questo enorme conflitto d’interessi che si chiama autodichia e quindi dovremo ancora aspettare, “fiduciosi”…

PS. Sarebbe interessante stilare una sorta di classifica per capire quale gruppo politico abbia meno “parlamentari furbetti” al suo interno ma questa è un’altra storia (o semplicemente la solita storia)

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