Smantelliamo i giochini di palazzo

Chi baciava le mani a Gheddafi poco prima di ammazzarlo? Berlusconi e Napolitano.
Chi faceva affari con Saddam Hussein poco prima di di ammazzarlo? Gli USA.
Chi definiva Assad un esempio di laicità e difesa della libertà? Napolitano.
Sempre gli stessi, sempre loro.
In questi minuti il nostro Ministro degli Esteri Angelino Alfano sta riferendo in aula sulla crisi siriana. Sapete che ruolo aveva Angelino in quegli scenari prima elencati? Era Ministro della Giustizia e capogruppo di varie formazioni politiche.
Sapete cosa è riuscito a dire Angelino riferendosi ai bombardamenti USA fuori da ogni disciplina ONU e NATO? “Consapevolezza che la reazione americana, proporzionale e commisurata, aprisse una finestra di opportunità per un dialogo politico”.
E da quando le bombe aprono un dialogo politico?
Il M5S chiede un vero dialogo politico sul Medio Oriente da sempre, non da quando le bombe americane ci hanno messi davanti all’evidenza di non contare nulla e di far parte di organizzazioni internazionali fasulle e insignificanti, vittime ancora di un retaggio post seconda guerra mondiale che vede 5 Paesi contare più degli altri all’interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Una parola va detta anche sul G7 allargato di cui Alfano si è appena vantato. Mentre questi finti democratici fanno finta di preoccuparsi dei civili siriani, siedono al tavolo con Turchia, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Giordania e Qatar. Tutti Paesi coinvolti direttamente nel sostegno ai cosiddetti “ribelli siriani” e ai terroristi di mezzo mondo.
Turchia: li ricordate gli arresti dei giornalisti e degli intellettuali civili? Loro la chiamano democrazia.
Emirati Arabi: in alcuni di essi vige la legge coranica, la Shari’a. Loro la chiamano democrazia.
Arabia Saudita: dove vige la Shari’a e da dove, da mesi, partono gli aerei che stanno uccidendo centinaia di migliaia di civili in Yemen. Loro la chiamano democrazia.
Sento nuovi statisti, giovani politici nati vecchi, allinearsi al racconto mainstream per il quale, il giorno dopo un’azione militare unilaterale scriteriata, sia normale definirla un “atto dovuto, proporzionale e commisurato”. Patetici e complici.
Andiamo avanti con le nostre idee, fieramente, anche quando siamo sotto attacco. Specialmente quando lo siamo. Perché questo feroce attacco (pensate che il PD ha usato 2 dei 5 minuti dell’informativa per parlare di me) dimostra solo una cosa: la loro paura di vederci al Governo mentre smantelliamo i lori giochini di palazzo.
Avanti così.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *