4 – Ripudio della guerra

di Mairead Corrigan – Premio Nobel per la pace

Come genere umano, abbiamo un compito preciso nel breve periodo: trasformare la mentalità di violenza e guerra che ci circonda per arrivare ad un’Europa smilitarizzata.
Ultimamente vi è la speranza che qualcosa di positivo possa accadere. C’è una crescente consapevolezza che la violenza sia sbagliata, sia che essa provenga dallo stato o da attori non statali.
La violenza non funziona, la violenza non è mai la strada giusta.

In tutto il mondo, Noi, le popolazioni, siamo in pericolo. Il pericolo è di essere sopraffatti e scoraggiati dalla violenza crescente, dal militarismo e dalla guerra.
Molti leader politici, con la scusa di presunte ‘guerre giuste’ e con la continua preparazione della prossima aggressione, ci conducono in ripetuti cicli di violenza profondamente contraria allo spirito di amore e di amicizia che risiede nel cuore dell’umanità.

Ma c’è una speranza e risiede in noi, nella nostra capacità di unirci e rifiutare tutto questo.
L’Organizzazione mondiale della sanità ci dice chiaramente che ‘La violenza è una malattia prevenibile’ e che la gente non nasce violenta. Ma viviamo costantemente in contesti di violenza ed è questo che possiamo cambiare, valorizzando la cultura di pace e utilizzando la non-violenza attiva, con l’obiettivo di arrivare ad una pace che è giusta, inclusiva e sostenibile.

In Irlanda del Nord abbiamo dovuto affrontare la violenza sotto tutti gli aspetti: per più di trent’anni, abbiamo vissuto scossi da un profondo conflitto etnico/politico. Questa violenza si concluse soltanto quando tutte le parti riconobbero che il militarismo e paramilitarismo non potevano risolvere i nostri problemi. Solo attraverso il dialogo incondizionato, aperto a tutti e i negoziati avremmo raggiunto un accordo politico basato sulla nonviolenza, il perdono, compromesso e cooperazione.

Abbiamo parlato ‘ai nostri nemici’ e abbiamo scelto la pace, perché abbiamo riconosciuto che senza la Pace nulla è possibile e con la pace, tutto è possibile. Abbiamo anche iniziato ad affrontare le cause profonde della violenza, determinando cambiamenti politici dolorosi. Oggi a Belfast, tutti i cittadini possono vivere in una Città in pace, ma tutti noi sappiamo che il lavoro non è finito e continuiamo a lavorare sulla giustizia del perdono e sulla riconciliazione.

In questo momento, l’Europa si trova di fronte ad un bivio e di fronte a scelte difficili per quanto riguarda le Politiche e le Priorità. Spero che l’Europa, ad esempio, sappia dare uno sguardo onesto e veritiero alle radici del problema dei migranti, e fare tutto il possibile per cambiare le sue politiche che hanno contribuito a rendere la vita di molti di coloro che sono in fuga in ‘un inferno in terra’ nelle proprie patrie.

Nella mia ultima visita in Siria del gennaio 2016 insieme ad una delegazione di attivisti per la pace internazionale ha visto con i miei propri occhi la terribile sofferenza del popolo siriano, inflitta principalmente da forze esterne, con l’obiettivo di destabilizzare il paese e destituire il suo governo.

Migliaia di jihadisti combattenti stranieri, ben addestrati, muniti e finanziati dai governi esteri, sono stati sguinzagliati contro il popolo siriano, provocando la morte di decine di migliaia di persone e la fuga di milioni.
La nostra delegazione non era riuscita ad entrare ad Aleppo perché all’epoca era assediata dai jihadisti. Ma eravamo riusciti a visitare Maaloula, uno dei più antichi villaggi cristiani del Medio Oriente. Il sacerdote cattolico ci aveva spiegato come molte persone erano state uccise, le chiese e le case bruciate dall’assedio dai combattenti dello Stato Islamico fino al giorno della liberazione da parte dell’esercito siriano.

Al contrario della propaganda di guerra dei media occidentali e della demonizzazione del presidente Assad, sono testimone diretta di una brutale guerra dall’esterno che dura ormai da oltre cinque anni.
La Siria è solo l’ultimo esempio. Le conseguenze delle politiche NATO / USA di invasione e occupazione sono la distruzione dell’Iraq, della Libia, dell’Afghanistan, della Siria e dello Yemen, per citarne alcuni
Mentre l’austerità distrugge la sanità, diritti, istruzione e Welfare, miliardi di euro vengono spesi dalla NATO e dall’Europa per ospitare esercitazioni di guerra e per preparare le persone mentalmente alla guerra. Il tutto per arricchire i produttori di armi ed i profittatori della guerra. La NATO (guidata dagli Stati Uniti d’America) dall’ 11 settembre ha combattuto molte guerre illegali.

L’Italia come parte della NATO deve stanziare 65 milioni di dollari al giorno (ed in aumento) e ospitare armi nucleari sul suolo italiano. La propaganda contro la Russia continua e la NATO per la sua strategia espansionista e aggressiva ha portato l’Europa ad una situazione molto pericolosa di confronto con la Russia.

La domanda che vi pongo è semplice: volete continuare ad essere parte delle guerre perpetue degli USA e dei suoi Stati più bellicosi, del Regno Unito e di Israele in particolare? Volete continuare la militarizzazione e la nuclearizzazione d’Europa? La Pace demilitarizzata e la democrazia sviluppata sono possibili e sono un diritto umano di tutti.

#ObiettivoEsteriTour ha approfondito questo tema a Catania, ecco il video integrale:

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