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L’osceno palazzo del potere

L’osceno palazzo del potere

Sabato mi sono chiesto, chissà come si presenta il Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica, ai suoi finanziatori e proprietari, i cittadini italiani.
Così mi sono messo in fila tra la gente e ho preso parte alla visita guidata che, a soli 1.5€, è possibile fare ogni mattina a orari predefiniti.
Tralascerò i racconti fantasy cui si assiste lungo il tragitto nei quali gente come Giorgio Napolitano è descritta come garante della Costituzione e giudice super partes nella formazione dei nuovi governi, mi soffermerò invece sull’arroganza, sulla cafonaggine e sulla spocchia del potere che è presente persino tra i lavoratori del Palazzo.
Nell’ordine ho assistito a:
– una ragazza che chiedeva silenzio ad alcuni funzionari che cincischiavano vicino al gruppo di turisti durante la spiegazione del cicerone, essere invitata a cambiare lato così da non infastidirsi anziché ricevere delle semplici scuse;
– la guida dirci che non potevamo entrare nella Biblioteca del Piffetti, capolavoro assoluto di ebanisteria, perché “c’è altra gente dentro”. Così ci siamo avvicinati e abbiamo visto un gruppo in giacca e cravatta fare foto (proibito ai comuni mortali) dentro la libreria e un’accompagnatrice del Quirinale correre a mettere una transenna per non farci entrare dicendoci “non è possibile far entrare nessuno perché si rovinano i libri” (evidentemente gli altri non erano essere umani);
– gli stessi signorotti in giacca e cravatta passeggiare amabilmente in una parte di terrazza a noi proibita e, chiesto conto all’accompagnatore, sentirmi dire che “la zona è inaccessibile per rischio cadute”, come non pensarci prima?

Caro Mattarella, se proprio dobbiamo farti vivere nella seconda più grande residenza di un capo di Stato al mondo (110.000mq), se proprio deve essere la più cara in assoluto, se proprio devi goderti oltre 1200 stanze e 1720 impiegati, se proprio devi prenderti 239.000€ annui di stipendio, se proprio devi avere due persone solo per controllare gli orologi a pendolo più ebanisti, tappezzieri, una dozzina di addetti all’ufficio postale interno, 41 autisti e 35 auto blu, una decina di cuochi e 26 camerieri e il tutto deve costarci oltre 230 MILIONI DI EURO di soldi NOSTRI quando in Germania costa 20 milioni, in Inghilterra 60 e in Francia 90, almeno quando noi cittadini veniamo a trovarti pretenderemmo di essere trattati come dei RE invece che come cittadini di Serie B.
So che non mi ascolterai Sergio, ma non preoccuparti, quando il M5S sarà al Governo i tagli agli osceni sprechi di casa tua saranno legge dello Stato e ogni cittadino, indicando il Palazzo del Quirinale, potrà dire “lì mi sento a casa”!

E’ solo questione di tempo…

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