Le non congratulazioni a Musumeci

Ieri molti intervistatori mi hanno chiesto che senso avesse non congratularsi con Nello Musumeci per la sua vittoria. Io credo che la risposta sia semplice invece, cosa volevate, che Giancarlo Cancellerichiamasse Miccichè? Uno che rappresenta Forza Italia in Sicilia ovvero quel partito fondato dalla mafia con Silvio Berlusconi, stando alle condanne conferite a Marcello Dell’Utri che riposa in galera da qualche anno. Noi in Sicilia ci siamo candidati e abbiamo lottato per anni per liberarla dalla mafia non per flirtare con chi, seppur persona per bene, ha scelto di farsi dettare le liste dall’apparato che ha garantito la mafia per decenni. Musumeci governerà lo stesso, non preoccupatevi se con o senza la nostra benedizione, piuttosto preoccupatevi del programma che porterà avanti visto che nulla ha mai detto di lotta alla criminalità e creazione di posti di lavoro strutturali ed invece si è speso in proclami che puzzano di carezze alla criminalità locale rispolverando ponti sullo stretto e casinò!
I siciliani ieri hanno scelto e la scelta va sempre rispettata, potremmo disquisire sulle condizioni sociali in cui una scelta viene presa ma sarebbe troppo complesso in un post, da oggi dobbiamo porci un’altra domanda: perché oltre il 50% dei siciliani ha scelto di non scegliere?
Noi abbiamo raddoppiato i nostri consensi quindi, in parte, siamo riusciti ad arginare questo problema ma il problema resta in quote imponenti.
Mi sento si fare un appello a tutti voi, un appello che per come lavoriamo da sempre dovrebbe essere scontato, non attendete la campagna elettorale per parlare con chi vi sta intorno, non ci servono voti, ci serve consapevolezza diffusa. Usate ogni occasione che avete ogni giorno per instillare il seme della speranza negli italiani altrimenti, tra quattro mesi, consegneremo l’intero Paese al sistema politico-mafioso esattamente come hanno fatto i siciliani.
Coraggio amici miei, il tempo stringe e non possiamo sprecarne.
Un abbraccio sincero a quella meravigliosa persona di Giancarlo Cancelleri, esempio di abnegazione e determinazione.

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