“L’accesso alla rete è un diritto fondamentale dell’individuo”

Non c’è democrazia senza partecipazione. Non c’è partecipazione senza conoscenza. Non c’è conoscenza senza informazione. Non c’è informazione senza accesso alla rete. Non c’è accesso alla rete senza investimenti. Non ci sono investimenti senza volontà politica.

Su questi assiomi il MoVimento 5 Stelle ragiona da sempre e pone le sue fondamenta.
Così quando il Consiglio d’Europa ha chiesto a me di rappresentare la mia commissione al World Forum for Democracy 2013, in quanto rispecchiavo a pieno il cardine del dibattito, ho subito accettato con entusiasmo.

Il programma del M5S recita:
– Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano.
– Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete.
– Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale.
– Allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee.

A fronte di questi punti di programma abbiamo subito depositato una proposta di legge costituzionale che recita così «Introduzione dell’articolo 21-bis della Costituzione, in materia di riconoscimento del diritto di accesso alla rete internet».

Viviamo in un’Europa centrata sulla finanza e sul sistema bancario ma assolutamente eterogenea per quanto riguarda possibilità di sviluppo e risorse informative.
Esistono quantomeno 3 livelli, i paesi del nord Europa che oggi vantano una copertura ad alta velocità prossima al 100%, i paesi del centro-sud Europa, tra cui l’Italia, che si attestano su valori intorno al 40% e ancora più in basso si va spostandosi a est.

Questo immenso gap non può non essere considerato un enorme limite allo sviluppo del senso di appartenenza al progetto dell’europa dei popoli che il MoVimento 5 Stelle sponsorizza fortemente.
Più si sviluppano le reti in tutto il mondo più il digital divide diventa intollerabile.
Pensate alle tanto osannate primavere arabe, sarebbero mai potute esistere senza internet? Pensate alle battaglie contro le violazioni dei diritti umani in alcune remote regioni del mondo, avrebbero ottenuto alcun risultato senza l’attenzione mediatica garantita dalla rete?

Internet è sì uno strumento ma diventa uno strumento fondamentale laddove i media sono soggiogati al potere politico e lobbistico e questo purtroppo avviene persino nella tanto civile Italia dove PD e PDL (ei fu, ndr) si sono spartiti le testate giornalistiche.
Non è certamente un caso che le classifiche sulla democraticità e sulla libertà dei paesi vadano di pari passo con quelle sulla diffusione della rete.

La parità di diritto all’accesso ad internet e la conseguente riduzione del digital divide devono essere quindi un obiettivo comune quantomeno all’interno dell’EU. Per compiere questa rivoluzione dobbiamo fornire direttive comunitarie agli stati membri così come le diamo per gli altri diritti fondamentali dell’individuo, solo in questo modo potremo combattere l’ostracismo della casta che si nutre di emarginazione ed ignoranza.

Ieri al World Forum for Democracy, durante il dibattito in sessione plenaria sul tema “Partecipazione popolare nell’era digitale: tendenze e prospettive”, ho preso la parola per lanciare la proposta di avviare il dibattito europeo su queste considerazioni.

Il mio intervento ha suscitato parecchio interesse tant’è che ho ricevuto diverse richieste di approfondimento, specialmente da Adam Nyman, direttore di Debating Europe, e da Mikhail Fedotov, Presidente del Consiglio del Presidente della Federazione Russa per la società civile e i diritti umani.

Il MoVimento 5 Stelle crede fermamente nella centralità del cittadino nel processo politico decisionale quindi spingerà sia in Italia che in Europa affinché si garantiscano universalmente gli strumenti decisionali e di accesso all’informazione.
Siamo perfettamente consci che il percorso sia lungo e in salita ma il semplice parlare in contesti internazionali di alcuni temi finora tabù può aprire una breccia e innescare un meccanismo rivoluzionario. Il M5S è un virus positivo, a febbraio siamo entrati nel Parlamento italiano e dopo soli 8 mesi stiamo scardinando il sistema.
Un virus che si espande a macchia d’olio, guardate il video e soffermatevi sulla sovrimpressione “First mention of 5star movement – about time!“, il virus è arrivato in Europa! Vinciamo noi!!!

A riveder le stelle *****

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2 pensieri riguardo ““L’accesso alla rete è un diritto fondamentale dell’individuo”

  • 6 dicembre 2013 in 19:06
    Permalink

    Bravo Manlio.
    Mi sembra per di più che la loro risposta alla tua domanda (peraltro in un buon inglese) sia stata positiva. Avanti così!
    🙂

    Risposta

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