La partnership del terrore

Anche per la stampa mainstream ormai non è più un mistero come Qatar e Arabia Saudita siano stati e siano i principali sponsor economici di quel terrorismo jihadista che ha devastato diversi paesi negli ultimi anni e che, come un boomerang infernale, ha iniziato a colpire anche l’Europa. Sono stati definiti i “bancomat del terrorismo” per la responsabilità diretta, tra l’altro, della devastazione della Siria con mercenari fondamentalisti provenienti da 89 paesi diversi.
L’Arabia Saudita è un nostro “alleato” solido e quindi la verità ancora non può emergere.
Ma da quando Riad, in chiave anti Iran, ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con il regime del Qatar, in una lotta tutta interna al sunnismo, Doha è divenuto lo “stato che finanzia e supporta il terrorismo” non solo per Riad ma anche per gli Stati Uniti di Trump e altri paesi occidentali.
Allora una domanda è d’obbligo: fermo restando l’alleanza storica con il regime saudita (che nel frattempo prosegue la catastrofe yemenita provocata dalle bombe anche italiane), come è possibile che Alfano si vanti degli “eccellenti rapporti in tutti i campi” con chi è un finanziatore del terrorismo a detta persino dei nostri alleati?
Ecco quello che riporta il sito della Farnesina il 20 settembre scorso a proposito dell’incontro avuto da Alfano con il Ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed Bin Abdulrahman Bin Jassim Al-Thani, a margine della 72ma Assemblea Generale ONU: “Le relazioni bilaterali tra i nostri Paesi sono eccellenti in tutti i campi. Il nostro dialogo politico è stato ulteriormente rafforzato dalla firma del memorandum d’intesa in occasione della mia recente visita a Doha. La nostra partnership economica è forte e solida. Sono certo che vi siano ulteriori margini per valorizzarla”.
Ieri la Farnesina ci ha aggiornato su questa “partnership”: l’acquisizione del 49% di Meridiana da parte di Qatar Airways in cambio, per l’Italia, di una “importante commessa nel settore della difesa” (chi armeremo?), oltre alla realizzazione di opere infrastrutturali strategiche, tra cui una linea della metropolitana di Doha e, ascoltate bene, uno dei principali stadi per i Campionati Mondiali di calcio FIFA 2022.
Parliamo di quei mondiali, la cui preparazione da parte di Doha aveva inorridito mezzo mondo per il livello inaudito di sfruttamento dei lavoratori migranti, costretti alla “semi schiavitù” secondo molte testimonianze.
Una nuova svendita di una compagnia aerea strategica, quindi, per far contenti industrie di armamenti e del cemento in paesi accusati di finanziare il terrorismo jihadista.
Sono questi i successi di Alfano?!

#ObiettivoEsteri

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