Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

Guardate bene questa foto: Matteo Renzi, Angelino Alfano, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini posano sorridenti, come 4 amici al bar dello stesso barista, il signor Leonardo Sacco, Presidente della sezione calabrese della Confraternita che gestisce il Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Crotone.
Semplici foto di cortesia o manifestazioni di una qualche vicinanza? Perché due Presidenti del Consiglio, un Ministro e il leader della Lega Nord hanno tanta confidenza con un personaggio di questo tipo?
Tutte domande assolutamente lecite se si pensa che oggi è stata smantellata in una maxi-operazione antimafia in Calabria la storica cosca di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia Arena, egemone nelle provincie di Catanzaro e Crotone, con accuse di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose.
Chi era secondo gli investigatori il tramite per la cosca? Proprio lui, Leonardo Sacco, quello dei celebri selfie coi politiconi nostrani.
Dalle carte si apprende che grazie al suo ruolo di governatore della Confraternita Misericordia facilitava l’aggiudicazione degli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione presso il centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto e di Lampedusa a imprese create ad hoc dai mafiosi.
Gran parte di ciò che emerge da questa indagine noi lo avevamo già denunciato nel 2014 dopo una visita al CARA di Crotone al quale avevamo fatto seguire un esposto, e solo oggi capiamo perché non abbiamo mai avuto cenni di intesa da parte dell’allora Ministro degli Interni Angelino Alfano.
Il M5S chiede da sempre l’assunzione di 15.000 giovani italiani, a costo pressoché nullo per via del risparmio generato, per velocizzare le procedure di gestione della burocrazia legata all’accoglienza, tempi brevi e certi tolgono dalle mani delle mafie la gestione così prolungata dei migranti nei centri di accoglienza in quella che ho più volte definito la logica dell’albergo per la quale, da proprietario (gestore) della struttura, ho interesse che l’ospite stia più a lungo possibile per poter guadagnare sempre di più.

C’è un fil rouge terrificante che lega tutti gli scandali legati al sociale in Italia, dall’accoglienza migranti ai campi rom passando per la gestione delle case popolari, un filo che porta sempre alle stesse persone, agli stessi partiti (che poi magari fanno pure propaganda sulla “emergenza migranti”), alle stesse cooperative e, ogni volta che scoppia un nuovo scandalo, ti rendi conto di quanto piccolo fosse il precedente rispetto a quanti soldi riescono a fare col nuovo. D’altronde il celebre Buzzi di Mafia Capitale diceva che “coi migranti si fanno più soldi che con la droga”, chissà se non sia ora di modificare questa frase in “coi migranti i partiti fanno più soldi che coi rimborsi elettorali”.
Non vedo l’ora di andare a votare e mandarli finalmente a casa, loro e i loro amichetti di merende!

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