Brogli all’estero. Se il Governo tace è complice

Guardate questo video dove le Iene continuano l’indagine sui brogli dei voti all’estero.
Verrebbe da dire che se due indizi fanno una prova, figuriamoci sei.
E siccome a farci prendere per il culo non siamo disposti, la scorsa settimana ho incontrato Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Dopo un preambolo molto interessante sulle “nuove migrazioni”, di cui vi parlerò in un pezzo specifico, abbiamo parlato a lungo del voto all’estero e dei possibili brogli.
Purtroppo la legge Tremaglia, quella che li regola, non dà sostanzialmente spazio ad interpretazioni quindi persino un lavoratore in buona fede come Vignali ha sostanzialmente le mani legate ad azioni di controllo che potremmo definire effimere dinanzi a brogli di tale portata.
Vignali però ha delle idee che riguardano sia le specifiche operazioni di voto che la fase di scrutinio che avviene a Castelnuovo di Porto ma, parliamoci chiaro, gli manca un sostegno deciso da parte del Governo.
Un sostegno che noi gli abbiamo garantito in quanto opposizione ma che necessita assolutamente di azioni concrete in fase anche legislativa e su questo mi batterò certamente.
Intanto faccio un appello a tutti gli italiani all’estero, monitorate le procedure, inviate i vostri reali domicili al Ministero così che i vostri plichi non girino a zonzo e denunciate qualsiasi irregolarità vediate o sentiate nei prossimi mesi. Il miglior modo per fermare i “cacciatori di plichi” è denunciarli.
Passate parola!

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