Aquarius e immigrazione

Aquarius e immigrazione: se invece che guardare come sempre il dito, si guardasse la luna, la soluzione sarebbe lì a portata di mano e avrebbe un nome e una data precisa – Consiglio europeo del 28-29.6.2018.
È lì che l’Europa dovrà dimostrare di saper andare oltre la sua miopia ed è lì che il nostro Governo pretenderà una revisione di Dublino seria, non quella che si sta discutendo al Parlamento Europeo, che ponga al centro poche semplici cose risolutive:
1. ripartizione per i 27 Paesi europei, con quote obbligatorie, di tutti i migranti ancor prima che chiedano asilo (è quella la fase costosa economicamente e socialmente);
2. istituzione di vie legali d’accesso così che chi può arrivi con un normale volo di linea e non in mano ai trafficanti;
3. istituzione di un’agenzia internazionale che vagli le richieste direttamente nei territori di transito dei migranti così da spostare il confine sud dell’Unione Europea in Magreb;
4. equa ripartizione della spesa totale per la gestione dei migranti.
Questo sarebbe un buon modo per iniziare il dibattito a Bruxelles e anche la conferma di aver capito che, se anche l’Italia iniziasse a fare come Malta, Francia o Austria, la situazione diverrebbe insostenibile.
Ad maiora.

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