Ci spinge l’amore: scegliete il futuro

Chi ce lo fa fare di presentarci da soli alle elezioni quando tutt’intorno siamo circondati da coalizioni con quattro, cinque liste a sostegno colme di impresentabili e caporali in grado di “portare” voti dai territori? Sarebbe molto più facile fare come loro, creare liste civetta e candidare chiunque così da saturare i voti disponibili e fregarsene delle parole dette da chi, come Salvini, ha sostenuto per anni che non sarebbe mai tornato con Berlusconi. Guardarli ora sostenere insieme Musumeci è il simbolo dell’inutilità della loro parola e dei loro programmi.
Chi ce lo fa fare di decidere tutto insieme ai cittadini e fargli votare le nostre liste di candidati, scegliendoli tra persone comuni? Sarebbe molto più facile farle fare a un ràis in grado di trovare i voti del territorio, come ha fatto Musumeci che le apprese dai giornali dopo averle fatte compilare a Micciché, l’uomo di Berlusconi.
Chi ce lo fa fare di ritenere un dovere il rispetto del mandato ricevuto e quindi non candidare sindaci e consiglieri quando tutti gli altri lo fanno creando l’effetto “voto il sindaco in regione così farà il bene del nostro paesino”. Potremmo farlo anche noi senza pensare al tradimento di chi ti ha votato perché amministrassi il suo comune e non per essere eternamente in campagna elettorale.
Chi ce lo fa fare di tagliarci gli stipendi a tutti i livelli istituzionali e versarli in un fondo per il microcredito dal quale sono già nate oltre 7.000 imprese in Italia? Unici nel mondo a farlo. Con quei soldi avremmo potuto fare manifesti elettorali e offrire cene luculliane in cambio di fedeltà politica come fanno tutti gli altri.
E che dire dei 48 milioni di euro che potevamo intascarci, come hanno fatto PD, Forza Italia, Lega Nord e tutti gli altri, coi quali avremmo potuto avere una sede di partito in ogni piazza siciliana, esattamente come Musumeci e Micari? Noi, avendo rinunciato a quei soldi, non possiamo permettercele e ci autotassiamo persino per pagare il banchetto domenicale in piazza.
Chi ce lo fa fare di combattere la mafia, che addirittura siede vicino ai nostri scranni in Parlamento dove condannati e autisti di boss della camorra costringono i carabinieri a umilianti attenti al loro passaggio? In una terra come la nostra sarebbe molto più facile scenderci a patti con la mafia. Potremmo promettere grandi opere inutili come il ponte sullo stretto (che infatti mette d’accordo sia Musumeci che Micari) e avere in cambio la sua benevolenza come quella che si trasformò in 61 collegi su 61 per “La Casa delle Libertà” nel 2001.
Chi ce lo fa fare persino di girare ogni piccolo paesino dell’entroterra siculo parlando a tu per tu con tutti gli indecisi, quando potremmo promettere a tappeto lavori socialmente utili a 600€ o rinnovi per i forestali come fanno tutti gli altri? Avremmo un effetto certamente maggiore e faremmo meno fatica.
Chi ce lo fa fare di esporci al massacro dei media non scendendo mai a patti col sistema che ha umiliato gli italiani in questi decenni? Se assecondassimo il gioco del potere, come fanno tutti, la stampa sarebbe dalla nostra parte e anziché inventarsi falsi scoop come un candidato mafioso tra le nostre liste, che non esiste, o un assessore violento per una battuta infelice, magari si dedicherebbe ai veri scandali di questo Paese, ai candidati in galera o con 31 capi d’imputazione presenti nelle liste di Musumeci o alla nuova indagine su Berlusconi come mandante delle stragi del ’92.

La risposta è davanti ai nostri occhi. Ce lo fa fare l’amore profondo che abbiamo per la nostra terra, per la nostra Sicilia e per il nostro futuro. La voglia che abbiamo di riprenderci la nostra dignità di siciliani e italiani, di poter dire fieramente di essere differenti dall’immaginario collettivo che vede il Meridione terra di popoli mafiosi. Perché esiste un popolo onesto e fiero in Sicilia ed è maggioranza di questa terra di arte e cultura. Perché non ne possiamo più di vedere 100.000 ragazzi, tra le nostre menti migliori, lasciare l’Isola ogni anno facendo la fortuna di Paesi stranieri, li rivogliamo a casa. Perché vogliamo dare un calcio alle logiche familistiche e dimostrare di aver capito che un favore non dovuto a me si trasforma in 10 giovani senza lavoro. Perché vogliamo una terra in cui ottengo ciò che mi spetta per diritto, non per scambio. È quasi egoisticamente l’amore per noi stessi a muoverci.

È tempo, però, che i siciliani onesti ci mettano la faccia in questa battaglia. Che non si nascondano più dietro al dito del “tanto non cambierà mai niente”, perché questa volta la storia può cambiare davvero grazie alla possibilità, unica in Italia, che il MoVimento 5 Stelle ha di governare con Giancarlo Cancelleri. Una possibilità unica grazie anche allo Statuto Speciale siciliano, per decenni utilizzato dai Lombardo, dai Cuffaro e dai Crocetta per fare i propri interessi, oggi potrebbe diventare, nelle nostre mani, lo strumento per attuare il nostro meraviglioso programma in modo agile, autonomo e veloce.
Non sarà facile, nessuno ci farà sconti e non possiamo promettere la luna, ma una cosa possiamo prometterla davvero: se andremo al governo della Regione Siciliana, una volta messi in minoranza questi politicanti di sistema, li guarderemo negli occhi mentre nel giro di pochi mesi, con una sola legge, gli cancelleremo i vitalizi, gli dimezzeremo gli stipendi e gli aboliremo le auto blu come primo segnale di cambiamento concreto.
Ogni siciliano faccia la sua parte, avete altri quattro giorni per convincere un indeciso o un astensionista ad andare a votare e scegliere il Movimento 5 Stelle e il suo programma. Non siate timidi, telefonate, parlate, cercateli nei posti più ovvi, tra i vostri colleghi, amici, parenti e compagni di sport. Se ognuno di noi riuscirà a convincere anche una sola persona, il 6 novembre saremo il doppio e i siciliani onesti avranno spazzato via l’illegalità da questa meravigliosa terra.

Dipende tutto da ognuno di noi. Coraggio.
#SceglieteIlFuturo, scegliete Giancarlo Cancelleri Presidente!

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